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PULSIONALE SCARICARE


    La pulsione è un concetto sviluppato da Sigmund Freud per dare una spiegazione ai moventi una scarica della tensione provocata dalla spinta pulsionale. In ambito psicologico il termine pulsione (dal latino pulsio, derivato da pellere, una meta che rappresenta l'azione di scarica o di soddisfazione della tensione. Il termine pulsione ha nella storia della psicoanalisi un significato fortemente inteso come una vera e propria scarica delle sostanze (la libido) accumulate. A tale aumento segue un tentativo di scarica motoria che si traduce tenta di trovare, in modo allucinatorio, una possibilità di scaricare la tensione pulsionale. gratificazione pulsionale (scarica dell'eccitamento) Se fosse possibile per l' organismo scaricare l'eccitamento (e quindi gratificare le pulsioni) senza.

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    Descrizione[ modifica modifica wikitesto ] La pulsione sarebbe l'eccitazione di tipo somatico che promuove i processi psichici , premendo sull'individuo e spingendolo a sviluppare quei comportamenti che permetterebbero una scarica della tensione provocata dalla spinta pulsionale. La pulsione avrebbe pertanto, in comune con gli istinti , un'origine biologica. Le pulsioni si svilupperebbero in maniera plastica, con un'economia idonea a dare soddisfazione ed a scaricare la carica di energia somatica.

    Il concetto fu definito da Freud stesso come "psicobiologico". Gli elementi costitutivi della pulsione sono: spinta, fonte, oggetto e meta. Nelle lingue neolatine il termine pulsione, non usato nel linguaggio comune, ha mantenuto nell'opinione corrente il connotato biologistico freudiano, nonostante questo non sia più mantenuto tra gli psicoanalisti.

    Nelle lingue anglosassoni il termine freudiano fu tradotto dapprima con "instinct", ben presto con "drive" e più recentemente con "motivation". Le pulsioni, nella concezione freudiana, sarebbero sessuali ed aggressive : in effetti tutta la teoria elaborata da Freud per spiegare le origini e il funzionamento dello psichismo umano, è basata su una progressiva trasformazione delle spinte sessuale o aggressiva, in altre ipotesi di spinte diverse che regolerebbero lo sviluppo psichico ed il suo funzionamento Teoria energetico-pulsionale.

    Tale estensione delle ipotesi freudiane è condivisa solo da alcune scuole psicoanalitiche attuali, mentre la maggior parte delle scuole psicodinamiche attuali si sono evolute nella direzione di approcci più "relazionali" la cosiddetta "teoria delle relazioni oggettuali".

    Pontalis , Enciclopedia della psicoanalisi, Laterza, , pp.

    Scuola di Psicoterapia: Bisogni o Pulsioni?

    Il principio di realtà da un punto di vista temporale compare più tardi. A tale aumento segue un tentativo di scarica motoria che si traduce generalmente in pianto, la risposta materna al pianto e l'adeguatezza di tale risposta stabilisce una prima connessione con la realtà e, soprattutto, un rapporto positivo con essa.

    L'inadeguatezza di questa soluzione spinge in seguito il bambino a fare i conti con la realtà anche se spiacevole. Il principio di realtà, principio regolatore del funzionamento psichico, compare secondariamente come modificazione del principio di piacere, che prima era l'unico sovrano.

    Tuttavia le modalità allucinatorie del processo primario permangono tutta la vita, il principio del piacere continua a regnare in tutto un campo di attività psichiche, nei sogni, nelle fantasie, nell'attività artistica, nella formazione dei sintomi e nelle regressioni psicotiche, oltre ad essere, secondo Freud la modalità di funzionamento dell'Es e in generale dell'inconscio.

    Desiderio e pulsione Abbiamo detto che il bambino tenta di appagare i suoi bisogni attraverso una "ricreazione allucinatoria" della percezione di appagamento.

    Egli arriverà a considerare il desiderio come l'elemento attivatore di tutta l'attività psichica, fino a quando, con la scoperta della sessualità infantile lo sostituirà con la PULSIONE. I sogni per Freud rappresentano l'appagamento allucinatorio di un desiderio.

    L' instaurazione del principio di realtà corrisponde a tutta una serie di adattamenti che l'apparato psichico deve subire: sviluppo delle funzioni coscienti, attenzione, giudizio, memoria. Queste modalità di funzionamento sono quelle che Freud poco più tardi attribuirà all'Io e rappresenteranno proprio il processo di differenziazione graduale dell'Io dall'Es.

    In seguito, con la scoperta della sessualità infantile questo dualismo di principi è modificato da Freud Egli accanto alle pulsioni sessuali, riconosce l'esistenza di una pulsione antagonistica, la pulsione di autoconservazione , ovvero l'insieme dei bisogni legati alle funzioni somatiche che più avanti ancora ridefinisce pulsioni di vita e pulsioni di morte.

    A questa conclusione Freud arriva tramite l'osservazione clinica dei comportamenti caratterizzati dalla coazione a ripetere, in cui il soggetto ripete ossessivamente operazioni spiacevoli e dolorose, che riflettono, in modo più o meno evidente, elementi di conflitti passati.

    A parere di Freud, questi comportamenti mettono in forse il primato del principio del piacere e rendono necessario introdurre l'ipotesi dell'esistenza di una tendenza originaria alla scarica totale delle pulsioni, cioè di un principio di morte, non più quindi la ricerca di un equilibrio nell'energia principio di costanza ma azzeramento totale fino all'inerzia. Quella di Fairbairn è una vera e propria svolta, a cui seguirà nel tempo un lento ma costante riconoscimento della natura relazionale umana.

    Lo psicoanalista scozzese si interessa alle relazioni reali che il bambino intrattiene con gli altri, la madre in primis, e ai risvolti che queste possono manifestare nella mente del piccolo. Lo sviluppo e la formazione della personalità sono strettamente correlati agli scambi del bambino con la madre e con le persone reali.

    Secondo il pensiero di Fairbairn, quando il bambino sperimenta interazioni positive col caregiver, queste vengono interiorizzate nel sé senza problemi, sotto forma di ricordi ed emozioni positive.

    Morris N. Eagle utilizza la metafora della digestione per spiegare questo concetto: infatti se i cibi buoni che mangiamo vengono assimilati e i loro contenuti andranno a fare parte delle nostre cellule, i cibi cattivi saranno indigeribili e non potranno essere metabolizzati proprio come le esperienze di violenza subita.

    Pulsione - Wikipedia

    Gli oggetti cattivi interni si costituiscono a partire da interazioni reali esterne negative con il caregiver. Fonagy avanzerà una spiegazione del suicidio nei casi più gravi di Disturbo Borderline di Personalità come il tentativo estremo di liberarsi da un sé alieno particolarmente potente.

    Per lo psicoanalista scozzese un tratto distintivo della patologia è quello di proiettare i propri oggetti interni sulle persone reali.